Lei: che hai da fare il 11 agosto 2008?
Io: Bà, dovrei controllare la mia agenda.. peròòò.... forse....forseeeee....nàààà...... ti sposiiiiiii?????????
Lei: Sìììììììììììììììììììììììì. e Tu.. Tu sarai la mia testiomone di nozze!!
Io: oddio oddio oddioooooooooooooooooooooo e ancora oddioooo
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Lei è la mia prima vera amica. lei è reale. è unica e irripetibile. lei è un mio mondo, un mio universo, un mosaico di affetto, comprensione, felicità, amore, adorazione.. Il primo nostro incontro avvenne a 9 anni, a seguito di un mio trasferimento a Petronà, paesino della presila calabrese a 1000 metri di altitudine. Uno dei pochi ameni luoghi dove ancor oggi si può riscendere alla riscoperta delle proprie viscere materne così affascinantemente primitive. dove fissità e tradizione riescono ad immobilizzar ancora i suoi erranti montanari..
Fu un incontro buffo il nostro. Lei col cane a guinzaglio ed io dentro il giardino con mio fratello. Fu lei ad inizar a parlare, a chiedere chi fossi io, ad interrogare il mio vissuto... d'altronde ero io la "straniera". Risposi al suo interrogatorio divertita...
Da quel giorno, però, qualcosa cambiò. Qualcuno, lei, era entrato con leggerezza di tocco nella mia vita, senza alcuna invadenza o pretesa. Lo aveva fatto riuscendo a far crollare tutte le mie barriere difensive..
Ricordo le marachelle. Il bagno fatto a quel povero gatto, tra le risate e la perfidia adolescenziale,fino a ridurlo zuppo e tremolante, con tanto di zia che poi ci rincorse infuriata con una scopa in mano.. che spettacolo!
Ricordo le nostre prime cotte, il mio Diego e il suo Danilo.. Le nostre abbuffate di merendine di nascosto
I piacevoli pomeriggi. Senza il bisogno di dover suonare il campanello, lei entrava nella mia cucina. eh già! a quel tempo, abitavo in una villetta con tanto di cancello,ma al sotterraneo, dove stava il garage, una piccola viuzza incolta collegava le nostre case.. bisognava solo sgranar gli occhi per scorgere eventuali vipere nascoste tra l'erba! E da lì che lei veniva.. Poi salite due rampe di scale, giungeva al piano terra. Dalla tapparella semichiusa della finetsra della cucina introdueceva la mano, sbloccava la chiusura ed entrava..
Interi pomeriggi a chiacchierare,a fantasticare, a piangere e a ridere su gradini delle scale fuori in girdino.... La mia morbosa gelosia verso lei.. le nostre avventure scolastiche...
Dopo 5 anni, giunse la notizia.. Trasferimento a Sellia Marina. Tanti pianti allora. Eravamo fanciullette, 14 anni ciascuna. Eppure non volevamo separarci. no.. quell'abbraccio strenuo di quell'ultima solare mattinata di giugno non voleva terminare. Ci siamo scambiate delle lettere prima del mio congedarmi da quel luogo... conservo ancora la sua. Mi scrisse che la notte prima lei ascoltò l'amour toujou.. fu la canzone che mi accompagnò per tutta l'estate di quell'anno senza lei... pensavo potesse riappagare le sue mancate incursioni in cucina.. mi illudevo.
Il legame era troppo forte... volevamo continuare a rivederci e ci riuscivamo! Istigavamo i nostri genitori ad accompagnarci dalla rispettiva! e ad ogni incontro erano pianti, erano torrenti di lacrime inarrestabili.... ci appartenevamo
Per un anno ci siamo perse.... Come mi sono odiata quell'anno! Non riuscivo a capire che cosa le fosse successo. Sapevo che era a torino, che aveva dovuto sostenere da sola una situiazione difficile.. ma nient'altro.... telefonino sempre spento, paura di chiamare i suoi. Nel frattempo mi ero di nuovo trasferita quindi lei non riusciva piu a contattare neppure me. L'unico modo per farle avere mie notizie era ricorrere ad un vecchio metodo sempre efficace: la lettera
La spedìì lo scorso natale. A Capodanno, squillò il tefonino , risposi." Angelooooo miooooooo" sentii quella due parole, mancava veramente poco affinchè ci mettessimo a piangere.. Finalmente di nuovo insieme... finalmente di nuovo noi. le due bambine che ritornavano a fantasticare..
Ed ora io sarò la sua testiome di nozze... starò lì sull'altare accanto a lei., accanto all'unica persona alla quale abbia mai detto di volerle bene tra le lacrime.
Orgogliosa di starle accanto.
Lo sò, sembro patetica con questo post. Ma non mi importa assolutamente nulla
Tre anni fa conobbi un tizio. Ero a Dublino. Trascorsi 15 giorni nell'affascinante città del mio Bloom, del mio James Joyce. Erano giorni spensierati e felici, quelli. Giorni in cui una magica atmosfera mi avvolse crando un feeling misterioso e alchemico con lui. Non successe nulla.. solo tante coccole, tenerezze e sguardi intensi. L'ultima sera, immortale e viva nella mia mente, dormìmmo avvinghiati l'un l'altro, stretti nel calore dei nostri corpi... Non successe nulla neppure allora... Ma il semplice poggiare la mia testa sul suo petto, le carezze,e il nostro parlare valsero piu di qualsiasi altra manifestazione esplicitamente amorosa... era un tripudio di emozioni, crampi di stomaco e sorrisi ebetizzanti...
Per un anno ci siamo rincorsi.... potevamo concretizzare seriamente la nostra unione.. ma io non volli.. o meglio la mia RAZIONALITà non volle. Il tizio capì, non accettò e alla fine ci perdemmo di vista...
Quell'anno ci sarebbero stati troppi cambiamenti per me. L'ennesimo trasferimento avrebbe compromesso inevitabilmente un NOI. Troppo distanti. Troppi forse e troppi ma.. Troppe poche certezze. Fu allora che la razionalità decise di evitare "inutili" sofferenze patetiche . E così ogni qualvolta il tizio dimostrava il suo affetto, prontamente fuggivo...
Sono trascorsi tre lunghissimi anni, pensavo bastassero per dimenticare il tutto e invece...
Due giorni fa un suo messaggio: TESORO MIO SCUSA SE OGNI TANTO SPARISCO E CHE HO ESAMI, ESAMI[...] mI MANCHI UN SACCO GIù.. BACIO GRANDISSIMISSIMO GIO
sarà un sms insignificante.... ma in questo momento vorrei veramente automandarmi a fanculo da sola*... é l'istinto a parlare
* bellalegria, bella espessione che hai utilizzati.. te la rubo.. credo sia un ottimo rimedio per scontare le stronzate fatte
Stamattina, mentre scoltavo una canzone alla radio,.... il titolo mi sfugge.. come molte cose d'altronde .. che nervi quando non ricordo qualcosa.... divento irascibile....! Allora , dicevo, ascoltavo una canzone e mi è venuto in mente un episodio ridicolissimo della vita adolescenziale..... Mi zia mi aveva appena regalato una magliettina niente male, trasparente quanto basta. ero nella mia ingenua età di 15 anni. ma in quel momento dalla mia minor ingenuità e dalla mia maggior scemità, sulle note di questa canzone, decisi di indossarla( era pieno inverno) e iniziai a ballare come una matta sul lettone.. Ero a casa dei miei nonni quel giorno...ballo, ballo e ancor ballo con tutte me stessa, e che grinta che ci mettevo.... Quando.. ecco che....... la porticina grigia della stanza si aprì..... e chi entra? Mio nonno , ovvio.... mi guardò un pò perplesso ed io imbarazzatissima discesi immeidatamente dal lettone.. il nonno mi guardò di sfuggita e senza alcuna parola detta, procedette con l'aiuto del suo inseparavbile bastone nel bagnetto che stava ovviamente in quella stanza.. io rimasi li immobilizzata.. dopo però un minuto mi cambiai alla svelta e fuggii via, giù in cucina.. che vergognaaaaaa quel giorno.. oltretutto mio nonno è sempre stata una figura autorevole e rigida, ma di quella vicenda non ne ha fatto mai parola alcuna.. e quel girono non ebbi il coraggio di guardarlo in faccia.. com'ero ridicola e sciocca....
Ero infantile allora e il ricordarlo mi fa sorridere.... anzi ridere!