Lo sguardo correva veloce.
"Secondo mamma, in una famiglia il disordine deve prendere qualcuno, perché la vita è fatta così, un equilibrio fra i due, altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi, [...] se non abbiamo crisi di panico e non tentiamo di suicidarci, nè di buttarci dentro i cassonetti della spazzatura o di sfregiarci è merito di nonna, che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c'è sempre uno che paga il proprio tributo perchè l'equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi*".
Alzò il volto e strofinò gli occhi.
Fu nel mentre di quella notte che lei riuscì a trovare un suo equilibrio, un' armonia che avvertiva essere leggera nel tocco ma presente col calore: i muscoli del corpo iniziarono a muoversi e gli occhi a sbarrarsi e il cuore a pompare più in fretta e le vene le parevano scoppiare; sentiva il suo respiro profondo, espirava con forza l'aria, inspirandola, poi, lentamente.
Non aveva più sonno quella notta.
Chiuse il libro, lo ripose con cura sotto il cuscino, attendendo che l'agitato corpo finisse di sfumare il suo disordine.
*Mal di pietra di Milena Agus
Avrebbe potuto non agire, far rimanere le cose immutate, perchè no? anche tirarsi indietro e allontanarsi. Ma lei non l'ha fatto. Ha scelto la via che più la rendeva felice e la rasserenava. Ha voluto tenere con sé l'ancora di una nave, perchè preziosa e unica; non vorrebbe lasciarla andare, via, al largo, ma deve...
L'ha ammirata,dapprima, con sguardo inquisitorio ma con affetto. Gli vuole molto bene e vorrebbe che stesse sempre nel suo porto, quella nave, ma non può trattenerla, non ne ha diritto. Il mare chiama il navigante a sè. Giusto è che riparta e, giusto è che trovi la rotta.
Lei non vuole più "donare" del dolore,dei dubbi e delle insicurezze. Non vuole più che quel navigante sia triste, si senta solo e sia costretto ad acrobazie insicure e pericolose. Vorrebbe dargli un equilibrio e della serenità, vorrebbe che non si fingesse "clown", che sorridesse, vorrebbe stargli accanto e sostenerlo sempre...
Ma è pronta a subirne le conseguenze...
Dannata lei!
Con il tutù voltava su sé stessa e volava.
Spigliata e attenta, intelligente e acuta nei ragionamenti, condividevamo la stessa passione per la danza. La ricordo con ammirazione.
Lei che prima di cominciare la lezione salutava sempre con sorriso e la sua voce pareva squillare.
Lei che stava in prima fila accanto a me durante i saggi di danza; che abbronciava un po' il viso perchè desiderava tanto acconciarsi uno chignon, ma che poteva soltanto ordinare i capelli con del gel e tante forcine: erano troppo corti i suoi.
Amava vivere, amava studiare, amava stare con gli amici ed era ciò che la rendeva felice.
Lottava per le sue idee, contrastava chi le si opponeva con lealtà. L'ha sempre fatto, fino all'ultimo istante,soprattutto contro quella "presenza scomoda" che avevo preso a vivere dentro di lei, che giorno dopo giorno la affaticava, la debilitava. Ha cercato con caparbietà di contrastarla, riuscendo a stringere tra le mani una brillante laurea in ingnegneria aerospaziale e che presa la quale, dopo soltanto una settimana, quell'essere se l'è stretta a sé, se l'è portata via, spazzando sogni a chi non lo meritava...
... a lei che non c'è più e che aveva appena 23 anni.
Ti porterò sempre con me... Ciao Evelyn.
Avevo dimenticato questo blog.
Lo avevo sottovalutato nella convinzione che non avrei scritto più, perchè inutile.
Bugia.
Ho bisogno di scrivere e di scaricare nel "crisipedeo water" le tante turbolenze mentali, gli altalenanti picchi di gioia e le angoscie.
E' un su e giù continuo, senza tregua.
Io e la corda; quella corda che stringo forte con le mani per evitare cadute.
La lasciarei volentieri gettandomi a terra e correndo il pericolo di sbucciarmi le ginocchia. Poi metterò sopra del mercurio cromo.
Sò di esser sola, ma non me ne importa!
E' meglio che vada,
una nuotata è l'ideale...