sabato, 18 ottobre 2008

Il filo d'erba

Suoni acuti richiamano l’attenzione.
Mi affaccio dal balcone: un gregge. Attorno ai loro colli, i campanacci fluttuano e sfiorano l’alta erba. Le osservo dall’alto. Saranno otto metri di altezza, tanto basta per vederle tutte, insieme.
Affondano le zampe nell’umida terra; saltellano; si ammucchiano. Nessuna esplora solitaria una zolla. Sono compatte e unite nel cammino, e,paradosso dell’agir comune,  soprattutto egoiste. Ognuna ricerca  il filo d’erba più alto e fresco e, se necessario, lo sottrae alla vicina. Tutte  in prima fila, per cibarsi meglio di chi li segue. È una comunità, nient’altro, e seppur è l’istinto a dettare il comportamento,una ragione ad ogni passo si scorge.

Ruminano l’erba attente a non uscire fuori i limiti, in strada, marcati dai  maremmani distesi. Senza libertà di spazi, ma ugualmente soddisfatte del loro sano pasto. é poco,vero, ma è ciò che le rasserena. 
Il pastore fischia e ,impugnando un bastone, gesticola per ricordare loro i doveri; le chiama con voce goffa e gonfia; le dirige lungo il percorso.
Tutte con il muso giù, fiduciose e fedeli al loro governatore.
Ma non solo di cibo si vive! E a ricordarlo è l’ariete che rincorre, con fare fiero, la propria fiamma. Tenta più volte di arrestarla, le morde le zampe posteriori, in corsa. Lei saltella velocemente, e fugge, per confondersi nel gregge, nell’amorfo e in tutto ciò che possa allontanarla da lui. Ci riesce, con destrezza. L’ariete rallenta la corsa: la sua stazza non gli consente di raggiungerla. Stanco,così,  decide di sostituire il suo desiderio con un filo d’erba; (spetta sempre al cibo placare stati d’animo turbolenti), per poi avvicinarsi al saggio del gruppo, a mo’ di richiesta consiglio.
Il pastore fischia.
I maremmani si alzano.
Da lontano, si odono alcuni tuoni: il tempo sta cambiando.
È giunta l’ora di far ritorno al proprio recinto.
 
Incrocio gli occhi di alcune di loro e rientro in stanza, dopo aver sorriso all’austero Taburno.
In fondo non sono molto diversa da loro.
Fuggo fin troppo spesso, anche quando non dovrei;
il cibo mi rasserena.
e di libertà.. non si può dire che esita qualcuno totalmente libero.
postato da: antigony alle ore 23:22 | link | commenti (8)
categorie: mondo primordiale

Heracleum blog & web tools

Chi sono

Utente: antigony
Nome: Antigony
Normalità e semplicità non mi contraddistinguono, ma è essenzialmente questo ciò che sono, una persona comune a molte altre! Socievole ma nello stesso tempo introversa...Lo so, lo so...calma... potrebbe sembrare una banale contraddizione!gli altri conoscono sempre una Me diversa, dalle milel sfaccettature ma con un unica faccia.. Per alcuni appaio altezzosa, distaccata, asociale( spero nn per molti), per altri allegra, solare, disponibile ,gentile, sincera.. folle(Pirandello docet). Mi piace sorridere tantissimo e sempre, esultare, ballare, correre, riflettere, osservare, leggere... emozionarmi. "Amo la vita", vivo di sensazioni... Le esperienze nuove mi affascinano; gli ostacoli non mi scoraggiano. Di difetti ne ho a iosa: distratta, disordinata (per la serie:nn aprite quella porta... della mia stanza ovviamente), ipergolosa, autocritica fino alla distruzione psicologica, indecisa, problematica e se sono nervosa lasciatemi perdere. Amo gli amici, i loro abbracci, le loro parole....... tra il bianco e il nero preferisco il grigio e tra il giorno e la notte l'alba e il tramonto... mai estrema, ma sempre diplomatica

Twitterlandia


follow antigony at http://twitter.com

Lavoro per C.C.C.