A volte mi chiedo se tutto questo continuo lottare abbia un senso. Se ciò che vogliamo è essenzialmente la ricerca di noi stessi,il nostro bene, la nostra felicità a costo di sacrifici, di trasferimenti logistici, di sradicamenti,di brusche e repentine virate senza ritorno, di rotte incerte.
Già, le scelte includono tutto questo. Cambiare e percorrere altre direzioni, che ti allontanano da ciò che hai creduto esser certezza tempo prima.
Allora attendo. Sorrido e attendo di virare.
Stasera, però, non ne ho voglia. Forse la colpa è di queste zanzare che continuano a rondarmi attorno e il prurito alle gambe scoperte, che rinfresco, mi impegna.
Stasera so che non accadrà nulla ed evito, così, di poggiare il mento sul palmo della mano, di ipnotizzarmi al pendolo dell'orologio da muro e di fermarmi nell'attesa.
Stasera in equilibrio e in armonia.
Stasera finalmente la stabilità.
Perchè ora mi ritrovo in una camera delle tante case in cui ho messo piede. In una camera senza una persalità mia. Ed è questa la costante della mia vita, me ne convinco: vivere nel cambiamento continuo, costretta a sacrificare amici e felicità, alla continua ricerca di una me senza radici che non vuole farsi trovare.
Sì, in equilibrio.