Tra un pò sarà vacanza( se così può essere effettivamente definita) .... Felicissima lo sono:niente università, nessuna sveglia ( maledetta ) alle 06.15 di mattina che insistentemente ti obbliga a sgattaiolare fuori da quel caldo e accomodante letto, mentre tu lotti con la tua coscienza razionale per rimanerci sotto quelle coperte.... ( che risveglio!!!).
Sarà solo per una settimana, è vero, ma mi rallegra il sol pensiero di non udire più quel suono così assordante. Altro che melodia armoniosa e lieta. é una vera e proprio discoteca allarmesca, molto carnevalesca sì, ma con tanto di trombe, fischitti, tamburi, maracas, suoni elettronici(oddio)... suvvia è un risveglio traumatico. ma dove sono finiti il gallo e gli uccellini di una volta!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ritornando alle future vacanze. Piccolo dettaglio: non le trascorrerò certo qui, ma ritornerò a Catanzaro, la mia seconda patria eterogenea. Mercoledì mattina partenza ore 09.40 da Napoli. Sono felice, non felicissima però. Un qualcosa non mi farà trascorrere pienamente e serenamente i day-stop.Avrei voluto festeggiare pasqua( lo so, sono troppo tradizionalista a volte), con una persona, ma non posso, o meglio potrei, ma le circostanze lo impediscono. uffi che sbattimento!!!! Forse potrò rincuorarmi ( e sarà sicuramente così) con le mitiche crocchette di patate che fa la mia nonnina di simeri crichi. bè nonnina, aspettami che arrivo a pregustare tutte le tue arti culinarie. chè bontà!!!!!!
E poi Mr Oscar Wilde diceva che l'arte è inutile....... eccezioni!!!!!!!
C'era un tempo, passato forse troppo passato, in cui emozionarmi significava piangere davanti ad un film romantico, drammatico, tragico... davanti ad una qualsivoglia banalità camuffata sotto struggenti sembianze apparenti...
C'era un tempo , passato forse non troppo passato, in cui emozionarmi significava piangere strigendo tra le braccia una cara, carissima amica, d'infanzia . .. una vera amica, l'unica alla quale si dice di volerle bene con gli occhi un pò offuscati dalla lacrima-patinata!
C'è un tempo, presente non troppo passato, in cui emozionarmi significa non più piangere( basta!!!! ), ma sorridere...
...sorridere per il riso di un bimbo ( patetico, ma è così)...
...sorridere per l'rrazionalità dell'amore ( non ividia, garantisco)...
...sorridere quando i suoni, gli odori , i gusti ti coinvolgono, ti arrestano ti disarmano... e tu cedi alle loro lusinghe, inerme....
...quando la natura urla, grida, strepita e tu... ?tu l'ascolti pazientemente, senza opporle resistenta. Stai lì, fermo, la scruti con l'occhio un tantino incuriosito, a volte stizzito. E lei...? lei nella sua tranquilla potenza, ti sussurra un qualcosa di enormemente indefinito, indecifrabile, eppure tu l'avverti quel qualcosa, non lo razionalizzi, ma lo percepisci.. improvvisamente esulti, ti rattristisci perchè quel qualcosa tu l'hai sentito.....
...quando il passato (quello storico-artistico) si ripresenta e tu lo accogli., con tanto di onorificienza e di sottomissione alla sua grandezza enorme. Lo fai accomodare nella tua umile dimora(magari gli offri caffè e cioccolatini)e lo ascolti, lo osservi in silenzio... fino a quando, dopo averlo ammirato e compreso con fatica, ecco che lui se ne va. Va via. lasciandoti in balia di mille incertezze... avresti voluto forse trattenerlo, incatenarlo a te ancora un pò. Eppure se ne va incurante di te... provi soddisfazione per averlo compreso, spesso non condiviso.. ma avverti un vuoto per la sua improvvisa assenza. Rimani lì, sulla tua seggiola, posata, e lo guardi mentre lui, fugacemente valica il tuo uscio. sai che non potrà più ritornare ... ha altro da fare(lui)..... eppure sorridi, strepiti; il cuore si riscalda e la mente si offusca....
Ci sarà un tempo, futuro non più presente , in cui emozionarmi, significherà altro...
Spero solo che l'emozione, quella magica essenza che si respira, spesso a fatica, nell'aria non svanisca nel nulla, ma continui a poter ossigenare la mea mens e il cor , con una vena di illuasione-ingenuità-immaterialità-sentimentalità del passato e una una vena di realtà- sensibilità culturale naturale-e curiosità del presente. Mai razionale
" La leggenda del pianista sull'oceano", un film che amo tantissimo... La scena più eletrizzante? La sfida tra Novecento e l'altro pianista (il nome non lo ricordo). la passione nel suonare, il suo trasporto, l'energia, la sua inventiva, la sensibilità acuta.. e la meraviglia che infonde sui volti altrui... è immobilizzante!!!!! è la vittoria del debole-ingenuo sul più apparentemente forte e pieno di arie!!!!!!!!!!!